
Ero una ragazza quando..durante una scampagnata ,
ebbi la mia prima , inconsapevole, esperienza con la disabilità
e questa … ebbe il sapore di una profezia.
In mezzo a decine di persone ed ad un clima conviviale,festoso ed armonioso,
colpì la mia anima … una ragazza solitaria nella moltitudine.
Aveva un bambino in braccio e, seduta rannicchiata su una sedia,
smaniosa e sofferente come … un Cristo lacerato, lo abbracciava con frenesia .
Era sciolta con abbandono verso il figliolo,
ed entrambi erano assorti in un intreccio inviolabile.
I loro corpi raccolti ed immersi in un dimensione di solitudine
sembravano un immagine alterata della realtà .
Il mio sguardo fu rapito da questo quadro intriso di dolore
e di amore dal quale percepivo ogni alito ed ogni gemito silenzioso.
Mi stupivo , guardandomi intorno,che ciò che coglieva la mia anima
con tanta intensità, passasse invece inosservata agli occhi degli altri.
Come una visione dall’alto , contemplavo con inquietudine quell’immagine
che … mi avvolgeva mio malgrado e che … mi faceva perdere tra la folla.
A fine giornata chiesi chi fosse quella ragazza e mi fu risposto:
“E’ la madre di quel bel bambino che … pare sia disabile”.
Il senso profondo di quelle parole lo colsi molti anni dopo, quando,
trovandomi nelle sue stesse condizioni ,
da uno squarcio della mia memoria rividi quell’immagine dolente ed ebbi …
la schiacciante e dolorosa consapevolezza della sua rivelazione.
Stella Piazza
ebbi la mia prima , inconsapevole, esperienza con la disabilità
e questa … ebbe il sapore di una profezia.
In mezzo a decine di persone ed ad un clima conviviale,festoso ed armonioso,
colpì la mia anima … una ragazza solitaria nella moltitudine.
Aveva un bambino in braccio e, seduta rannicchiata su una sedia,
smaniosa e sofferente come … un Cristo lacerato, lo abbracciava con frenesia .
Era sciolta con abbandono verso il figliolo,
ed entrambi erano assorti in un intreccio inviolabile.
I loro corpi raccolti ed immersi in un dimensione di solitudine
sembravano un immagine alterata della realtà .
Il mio sguardo fu rapito da questo quadro intriso di dolore
e di amore dal quale percepivo ogni alito ed ogni gemito silenzioso.
Mi stupivo , guardandomi intorno,che ciò che coglieva la mia anima
con tanta intensità, passasse invece inosservata agli occhi degli altri.
Come una visione dall’alto , contemplavo con inquietudine quell’immagine
che … mi avvolgeva mio malgrado e che … mi faceva perdere tra la folla.
A fine giornata chiesi chi fosse quella ragazza e mi fu risposto:
“E’ la madre di quel bel bambino che … pare sia disabile”.
Il senso profondo di quelle parole lo colsi molti anni dopo, quando,
trovandomi nelle sue stesse condizioni ,
da uno squarcio della mia memoria rividi quell’immagine dolente ed ebbi …
la schiacciante e dolorosa consapevolezza della sua rivelazione.
Stella Piazza
2 commenti:
Bello,bello veramente bellissimo come sempre.Mi ha veramente emozionato.
Secondo me potrebbe scrivere anche articoli come opinionista su notizie di cronaca o altro dove sono coinvolti i disabili. Andrea
Io continuo,quando posso, a seguire il vostro blog dove trovo questi bellissimi racconti che fanno molto riflettere . Io ho conosciuto questo difficile mondo quando ho conosciuto mio marito che ha una sorella gravemente disabile. Le assicuro che so quando sia difficile parlarne e , per questo la considero una persona eccezzionale e, veramente brava ad esprimere le proprie sensazioni. Antonella
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