
Anni fa, durante uno dei nostri ricoveri ospedalieri
ebbi modo di conoscere una bellissima bambina paraplegica
quasi totalmente inerme, la cui memoria mi rievoca
ancora adesso ondate di sensazioni contrastanti,
dalle quali ne deriva una risacca disarmonica.
Ricordo che…a fine giornata la mamma la lavò faticosamente
e, poi, sempre con grande fatica, la venne a posare dinnanzi a me che..
ero seduta con il mio bambino su una coperta distesa sul pavimento.
Temetti subito l’incapacità della mia mente di sostenerne la presenza;
così imbarazzante per me … con la sua disabilità così evidente ..
ed al cui intimo contatto ancora non ero abituata
essendo giunta da poco nello scenario problematico della diversità .
La mia inadeguatezza ci divise all’istante, ognuna nel suo dolore.
Nonostante questo ci guardammo completamente persi nella disperazione
ed io, a causa della mia impotenza … caddi in un lago buio colmo di tristezza.
Il tremore del suo labbro inferiore faceva presagire
l’imminenza di un pianto certamente indecifrabile e che non sarei riuscita
a placare per la mia ancora incolpevole inesperienza.
Mi osservava con intensità lasciando intravedere la sua intelligenza imprigionata.
Immaginai che potesse…elevandosi, svuotarsi del suo guscio
ed emergere in piena libertà… per correre senza catene, e volare con le ali spiegate
verso l’orizzonte…verso un nuovo crepuscolo.
Lo sguardo che le ricambiai valse per me una vita intera, perché…
lo riconobbi, intenso, significativo, dolorosamente avvolgente
ed infatti…con esso la abbracciai intensamente, la protessi e la accarezzai.
Trascorse un tempo indefinito durante il quale le nuvole continuavano a rincorrersi,
indifferenti al nostro pesante veicolo terrestre intriso di emozioni, dentro il quale dover vivere…,
Ritornammo repentinamente a prendere coscienza del luogo dove eravamo quando la madre,
improvvisamente e … non immaginando il legame che già ci univa,venne a riprenderla con forza.
Inspiegabilmente, la sentii strappare da me… quasi sradicare.
I suoi occhi non mi lasciarono fino a quando la vidi tramontare nel mio cielo.
Mi lascio’ portando con sé un po’della mia anima.
Stella Piazza